Tutti bravi a criticare gli altri, si sa. Un po' meno lo si è quando dobbiamo fare i conti con noi stessi.
E fin qui niente di nuovo.
L'aspetto di cui vorrei parlare riguarda le prossime (anzi, già attuali) generazioni. Saranno prive di valori, chatteranno perché non saranno in grado di dirsi le cose in faccia, la Bugia per loro sarà all'ordine del giorno, l'Impegno lascerà poche tracce, la verginità addio (12 anni e già non si saprà più niente di lei), per non parlare di lettura, dell'informazione, dell'integrità morale, e così via. Insomma, non mi va tanto di continuare a dire quello che tutti sappiamo, quello che più o meno tutti sono in grado di cacciare fuori in discorsi pseudo-impegnati sulle prossime generazioni.
Quello su cui vorrei invece soffermarmi siamo noi. LA NOSTRA di generazione.
Perché, signore e signori, ve lo dico chiaro e tondo: fa schifo.
Molte persone che conosco ormai vanno per i 30, e anche io tra un po'. Trent'anni, capite? Quando noi andavamo al liceo già 20 ci sembravano il raggiungimento dell'"essere grandi".
Dico: 30! Mica cazzi.
E cosa facciamo noi che andiamo per i 30?
Interrompo facendo notare che io mi escludo da queste cose, perché so di avere altri valori, ma la generazione è la mia, i figli saranno i miei, e non posso certo tirarmene fuori. Se pensate che stia facendo sfoggio di pavoneggiamenti e superiorità nei confronti del resto del genere umano sono cazzi vostri, anzi, probabilmente rientrerete nella categoria. Se invece condividete anche qualche parola di quello che dico, proviamo a cambiare le cose.
Via allora.
Gente che deve andare in discoteca almeno tre volte a settimana perché sennò si sente male, gente che continua a [variabile che può andare dal limonare allo scopare] ogni sera con persone diverse senza pensare a nulla o forse semplicemente cercando di trovare qualcosa quando non sa neanche COSA stia cercando, gente che "no, io non leggo, non mi piace tanto, è noioso e faticoso, ma figurati, ahahah", gente che crede che l'amore sia quella cosa che viene raccontata nei film e nei libri di Moccia (non sto criticando quelle cose lì, almeno non ora: sto criticando NOI), gente che "si giustifica" con il fatto che lavora e che quindi durante il resto della sua vita e nei rapporti umani si sente sempre in diritto di poter staccare la spina da tutto e comportarsi senza valori, gente che di politica non sa un cazzo ma di gossip tutto e che magari ora non vota berlusconi NON per tutte le cose illegali che ha fatto ma perché la sua tresca con una ragazzina sta sulle pagine di "chi" e questo sì che è indecente, gente che l'estetica è tutto nella vita, gente che un film è bello se dicono che è bello sennò non sarò di certo solo io a difenderlo, gente che "tutti i corsi dell'università fanno schifo" perché sennò non è in grado di trovare punti comuni e argomenti di conversazione con altra gente, gente che ti chiede come stai solo per essere informata e farsi i cazzi tuoi, gente che anche se stai bene a chiacchierare su un muretto con gli amici a un certo punto se ne esce con "andiamo da qualche parte" perché parlare non è "il divertimento", gente che "che palle basta parlare di politica, piuttosto lo sapete cos'è successo ieri in discoteca tra...", gente che se non sei d'accordo con loro non è che si può discutere ma si offende e si arrabbia e magari non ti parla più ("dai facciamo pace mannaggia il diavoletto che ci ha fatto litigare"), gente che "perché conscere cose nuove? Io sto già bene così e sono intelligente, piuttosto invece perché non ci rivediamo per la settima volta notte prima degli esami?", gente che non ti chiede se hai una storia e come stai tu ma ti chiede "chi ti trombi adesso?" (fuochi d'artificio), gente che il cambiamento fa paura, gente che si sente offesa se tu ti offendi, gente che non ha il coraggio di chiedere scusa.
Gente insomma che vive come un liceale di 15 anni... ma va per i 30.
Noi insomma.
E cosa vi aspettate dalle generazioni future? Che vostra figlia comunque sarà saggia e ponderata nella scelta del suo fidanzatino alle elementari??
Beata ingenuità.
Ma tanto si dirà: cosa cazzo vuoi che c'entri il fatto che una bambina di seconda media se lo fa mettere nel culo dai fighetti della scuola (così rimane vergine), magari facendosi anche pagare così si può comprare l'ultimo rossetto da 47 euro della Loreal e caricando poi il video dell'atto anale su scuolazoo.it vantandosene con le amichette, cosa cazzo vuoi che c'entri questo con il fatto che noi non leggiamo?
Svegliatevi cazzo, siamo noi che scegliamo quali valori prendere dalla società, stiamo freschi qua a dare la colpa alla televisione, alla pubblicità, alla diffusione di internet, delle chat e dei social network. Dobbiamo cacciare fuori i coglioni e prenderci la responsabilità della nostra personalità, sennò noi, i nostri figli, il nostro futuro.. beh non lo so cosa succederà, anche se di immaginazione ne ho tanta, e anche se già la realtà la sta superando l'immaginazione.
E fin qui niente di nuovo.
L'aspetto di cui vorrei parlare riguarda le prossime (anzi, già attuali) generazioni. Saranno prive di valori, chatteranno perché non saranno in grado di dirsi le cose in faccia, la Bugia per loro sarà all'ordine del giorno, l'Impegno lascerà poche tracce, la verginità addio (12 anni e già non si saprà più niente di lei), per non parlare di lettura, dell'informazione, dell'integrità morale, e così via. Insomma, non mi va tanto di continuare a dire quello che tutti sappiamo, quello che più o meno tutti sono in grado di cacciare fuori in discorsi pseudo-impegnati sulle prossime generazioni.
Quello su cui vorrei invece soffermarmi siamo noi. LA NOSTRA di generazione.
Perché, signore e signori, ve lo dico chiaro e tondo: fa schifo.
Molte persone che conosco ormai vanno per i 30, e anche io tra un po'. Trent'anni, capite? Quando noi andavamo al liceo già 20 ci sembravano il raggiungimento dell'"essere grandi".
Dico: 30! Mica cazzi.
E cosa facciamo noi che andiamo per i 30?
Interrompo facendo notare che io mi escludo da queste cose, perché so di avere altri valori, ma la generazione è la mia, i figli saranno i miei, e non posso certo tirarmene fuori. Se pensate che stia facendo sfoggio di pavoneggiamenti e superiorità nei confronti del resto del genere umano sono cazzi vostri, anzi, probabilmente rientrerete nella categoria. Se invece condividete anche qualche parola di quello che dico, proviamo a cambiare le cose.
Via allora.
Gente che deve andare in discoteca almeno tre volte a settimana perché sennò si sente male, gente che continua a [variabile che può andare dal limonare allo scopare] ogni sera con persone diverse senza pensare a nulla o forse semplicemente cercando di trovare qualcosa quando non sa neanche COSA stia cercando, gente che "no, io non leggo, non mi piace tanto, è noioso e faticoso, ma figurati, ahahah", gente che crede che l'amore sia quella cosa che viene raccontata nei film e nei libri di Moccia (non sto criticando quelle cose lì, almeno non ora: sto criticando NOI), gente che "si giustifica" con il fatto che lavora e che quindi durante il resto della sua vita e nei rapporti umani si sente sempre in diritto di poter staccare la spina da tutto e comportarsi senza valori, gente che di politica non sa un cazzo ma di gossip tutto e che magari ora non vota berlusconi NON per tutte le cose illegali che ha fatto ma perché la sua tresca con una ragazzina sta sulle pagine di "chi" e questo sì che è indecente, gente che l'estetica è tutto nella vita, gente che un film è bello se dicono che è bello sennò non sarò di certo solo io a difenderlo, gente che "tutti i corsi dell'università fanno schifo" perché sennò non è in grado di trovare punti comuni e argomenti di conversazione con altra gente, gente che ti chiede come stai solo per essere informata e farsi i cazzi tuoi, gente che anche se stai bene a chiacchierare su un muretto con gli amici a un certo punto se ne esce con "andiamo da qualche parte" perché parlare non è "il divertimento", gente che "che palle basta parlare di politica, piuttosto lo sapete cos'è successo ieri in discoteca tra...", gente che se non sei d'accordo con loro non è che si può discutere ma si offende e si arrabbia e magari non ti parla più ("dai facciamo pace mannaggia il diavoletto che ci ha fatto litigare"), gente che "perché conscere cose nuove? Io sto già bene così e sono intelligente, piuttosto invece perché non ci rivediamo per la settima volta notte prima degli esami?", gente che non ti chiede se hai una storia e come stai tu ma ti chiede "chi ti trombi adesso?" (fuochi d'artificio), gente che il cambiamento fa paura, gente che si sente offesa se tu ti offendi, gente che non ha il coraggio di chiedere scusa.
Gente insomma che vive come un liceale di 15 anni... ma va per i 30.
Noi insomma.
E cosa vi aspettate dalle generazioni future? Che vostra figlia comunque sarà saggia e ponderata nella scelta del suo fidanzatino alle elementari??
Beata ingenuità.
Ma tanto si dirà: cosa cazzo vuoi che c'entri il fatto che una bambina di seconda media se lo fa mettere nel culo dai fighetti della scuola (così rimane vergine), magari facendosi anche pagare così si può comprare l'ultimo rossetto da 47 euro della Loreal e caricando poi il video dell'atto anale su scuolazoo.it vantandosene con le amichette, cosa cazzo vuoi che c'entri questo con il fatto che noi non leggiamo?
Svegliatevi cazzo, siamo noi che scegliamo quali valori prendere dalla società, stiamo freschi qua a dare la colpa alla televisione, alla pubblicità, alla diffusione di internet, delle chat e dei social network. Dobbiamo cacciare fuori i coglioni e prenderci la responsabilità della nostra personalità, sennò noi, i nostri figli, il nostro futuro.. beh non lo so cosa succederà, anche se di immaginazione ne ho tanta, e anche se già la realtà la sta superando l'immaginazione.
4 commenti:
Ciao Sté! Sì, lo so che questo post l'hai fatto un bel po' di tempo fa...ma, mi piace e solo ora riesco a scriverci su!
Devo dire che hai dato una mitrigliata a questi giovani trentenni..e sapessi quanti ne conosco anch'io! Ma sai, la vita è fatta di scelte, di percorsi, ed ognuno sceglie ciò che è adatto a lui. E bisogna accettarlo. Anche se non è ciò che noi approviamo. Accettare non vuol dire essere indifferente, anzi! Vuol dire rispettare, eventualmente comprendere, spiegare ii nostri punti di vista.. e poi lasciar liberi gli altri di decidere. Perchè ognuno ha la sua strada e le sue scelte. So che non è un discorso così semplice da intendere... ma avremo modo di farlo di sicuro ;) Io adoro stare seduta su un muretto a parlare ;)
Sai secondo me qual è la miglior cosa che si può fare? Dare il buon esempio! Fare ciò che è più vicino a noi stessi, alla nostra identità, al nostro sentire, alla nostra essenza, e agendo in questo modo (anche se molti "non capiranno" o ti snobberanno), in realtà nel loro profondo passerà questo messaggio: "vivere in un altro modo è possibile! credere in quello che fai e sei è fondamentale!"
Ti consiglio un libro, decisamente interessante e stimolante in questo senso: "Alla ricerca delle coccole perdute" di Giulio Cesare Giacobbe. Vedrai quante belle nozioni in più daranno credito a ciò che hai scritto qui.....
E ti lascio con questa citazione che mi piace moltissimo... E ti abbraccio nell'attesa di poterlo fare di persona... :)
PROPOSITO DI UN UOMO RESPONSABILE
La nostra paura più profonda, non è quella di essere inadeguati.
La nostra paura più profonda è di esser potenti oltre misura.
E' la nostra luce, non le tenebre, che più di tutto ci spaventa.
Chiediamo a noi stessi "Chi sono io per essere brillante, formidabile,
pieno di risorse e di talenti?"
Ma di fatto chi siete voi per non esserlo?
Voi siete figli e figlie di Dio.
Il vostro giocare al ribasso non serve al mondo.
Non c'è niente d'illuminato nel ridurre se stessi per far sì
che gli altri non si sentano insicuri intorno a voi.
Siamo nati per rendere manifesta la gloria di Dio che è dentro di noi.
Non è che sia solo in alcuni di noi. É in OGNUNO di noi.
Quando permettiamo alla nostra Luce propria di risplendere,
inconsciamente diamo ad altri il permesso di fare lo stesso.
Nel liberarci dalle nostre paure la nostra presenza
automaticamente libera gli altri.
Nelson Mandela 1994
Io ormai vado per i 31, ma ho letto con grande interesse il tuo blog.
In gran parte sono d'accordo, ma credo anche che molti di noi che sono cresciuti a pane e holly e benjy, che fanno parte della generazione degli anni 80, delle pubblicità su mediaset, dei robottoni e devilman, insomma, abbiamo pur sempre un mondo di valori che questi personaggi di oggi si sognerebbero.
Io direi che spesso quelli della mia generazione pagano il prezzo di una troppa educazione ma soprattutto del fatto che paghiamo gli errori dei nostri predecessori.
Ci sono gli imbecilli, ma quelli ci sono e ci saranno in ogni categoria.
Signori più si va avanti e peggio si diventa.
Ciao, lascio il mio commento solo ora, anche se il tuo post è del giugno scorso. Hai sollevato un problema molto interessante, mi sono trovata molto d'accordo con il tuo ragionamento e condivido la tua posizione in merito. Mi presento: mi chiamo Laura e ho 15 anni. Hai, alla fine del tuo post, sostanzialmente paragonato lo stile di vita di alcuni (molti) trentenni di oggi a quello di un quindicenne liceale. Ecco: anche io ho 15 anni, ma non mi rivedo assolutamente nel ritratto che fai ti dei trentenni,e,direi,per fortuna. Anzi mi dà molto fastidio notare gente che ha il doppio della mia età comportarsi in modo superficiale, molto spesso infantile e adagiarsi nella pigrizia mentale e nel conformismo materialista della nostra società, per non parlare della squallida dipendenza dai social network. Come ha detto qualcuno che mi ha preceduto qui sul tuo blog, bisorrebbe non giudicare, ma dare il buon esempio e mi trovo d'accordo. Ebbene: io, a differenza di tanti trentenni, svolgo con zelo e con impegno io mio lavoro (studio al liceo classico), sto costruendo mattone su mattone il mio futuro, compiendo molti sacrifici, consapevole che il gettare le basi della propria vita ,costruendosi una solida preparazione, è indispensabile al giorno d'oggi. Vedo nitidamente nel mio domani: sogno di diventare docente universitaria da quando avevo 12 anni e spero con tutto il cuore di coronare il mio sogno. Inoltre leggo molto, considero la lettura un importante compito civile, per coltivare l'intelligenza e aprire la mente a diversi orizzonti. Mi è triste constatare invece che molti trentenni, come hai illustrato tu, conducono la vita in un modo del tutto opposto al mio e soprattutto è molto frustrante sentirmi dire che sono soltanto una ragazzina, quando però ragazzoni trentenni dimostrano un grado infimo di maturità. Volevo solo farti presente che i quindicenni non sono tutti uguali come non lo sono i trentenni. Mi complimento ancora con te per il tuo post che mi ha offerto l'occasione per fermarmi a riflettere un po' su questa condizione, abbastanza frequente, dei trentenni d'oggi e, se permetti, per sfogare un po' il mio disappunto e per "dissociarmi" , come tuttavia ho poca occasione di fare nella vita di tutti i giorni.
Un saluto da Mantova, Laura.
Grazie Laura, davvero. Credo tu abbia capito cosa volessi dire. Credo che i (quasi) trentenni come me e i ragazzi della tua generazione come te siano purtroppo spessissimo vittime della generalizzazione, motivo per cui mi scuso se ho dato l'idea di, appunto, generalizzare. So benissimo che non tutti i quindicenni sono come te e parimenti tutti i trentenni come me. Ma un allarme suona, sarebbe stupido, credo, nasconderlo, per cui in qualche modo lo si deve far notare.
Sono contentissimo del tuo commento e ti auguro un in bocca al lupo per tutte le tue bellissime prspettive di vita. Che a giudicare dal tuo commento dovresti raggiungere senza problemi!
Una raccomandazione inutile per te: continua a LEGGERE, è davvero importante!!! E convinci quante più persone puoi a farlo, ma penso che tu già lo faccia...
Grazie ancora, Stefano.
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